5 - Rispetto
Era la parola di cui volevo occuparmi: la sua mancanza è indice di un cambio. Che non mi piace
Da qualche settimana mi ripropongo di parlare di rispetto.
E poi rimando, con poco rispetto per l’argomento (o forse fin troppo, come quando la troppa stima per un professore mi faceva abbandonare la sede d’esame, con la fuorviante impressione di non essere mai abbastanza preparata) (sì, è successo davvero, ed è quello che ha segnato il punto di svolta del mio percorso universitario).
Ma adesso questa parola si impone sulla scena internazionale per la sua mancanza, o per quanto viene maltrattata da chi ha il potere (il cerino?) in mano.
Quindi, accenniamo qualcosa.
Rispetto, ovvero
La definizione di rispetto1 a cui mi riferisco in particolare, ben espressa dalla Treccani on line, è
Sentimento che porta a riconoscere i diritti, il decoro, la dignità e la personalità stessa di qualcuno, e quindi ad astenersi da ogni manifestazione che possa offenderli […] Riferito, invece che alla persona, ai suoi stessi diritti, alle sue cose, ai suoi pensieri e sentimenti
E’ un valore positivamente pervasivo, che orienta il nostro comportamento in tutti i settori, dal più intimo e familiare al più esteso, sovranazionale e istituzionale.
Ammetto che è una delle parole che uso più spesso, sottolineandone la mancanza per indicare la violazione grave di un confine. E’ un tema che mi tocca molto, per un intersecarsi di ragioni che non starò ad esplicitare.
Rispettare gli altri significa lasciare loro spazio di manovra, senza per questo tuttavia permettere loro di invadere il nostro spazio di manovra.
Significa riconoscere all’altro elementi per cui ‘merita rispetto’ (intelligenza, età, esperienza, o al contrario inesperienza palese - non si prende in giro chi chiaramente non sa cosa sta facendo, lo si aiuta ad arrivare a un ‘livello base’ dal quale poi, se proprio ci teniamo, si può mettere in atto la presa in giro).
Il rispetto è per le istituzioni (e qui il sentiero si fa scivoloso) e per le persone che le rappresentano.
Il rispetto è dovuto (in generale) ma va meritato (nello specifico).
E’ su quel confine labile che si muove il nostro sistema di relazioni, sociali, familiari, lavorative.
Il rispetto facilmente scivola nella ‘troppa gentilezza’, nell’incapacità di farsi valere, nel non far sentire la propria voce (in particolare nel mondo del lavoro).
Discutiamone.
Metodo e costanza
Mi ero ripromessa di pubblicare qualcosa ogni settimana. Quindi ecco cosa aspettarsi da questo substack: una pubblicazione circa settimanale, spesso verso la fine della settimana lavorativa. Pillole di consapevolezze. A volte sogni, più spesso riflessioni sul presente, che a volte potrebbero sfociare in osservazioni di carattere politico.
Restringo il campo a una prima riflessione a ruota libera. Non parlo di rispetto per l’ambiente o per la natura o per i luoghi. MI limito al rispetto inteso all’interno del confine delle relazioni interpersonali. Per ora.

